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Il patrimonio geografico del secondo dopoguerra

Un nuovo progetto di ricerca in collaborazione con l'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia

Lo scorso mese di novembre presso il Museo di Geografia di Padova ha preso il via un progetto di ricerca cofinanziato dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), dedicato all’analisi della componente più recente del patrimonio del Museo, ossia quella raccoltasi a partire dal Secondo Dopoguerra. Oltre al patrimonio fotografico, cartografico, strumentale ed archivistico, il progetto mira a fare luce su quell’eredità viva di pratiche di ricerca e di trasmissione del sapere che costituiscono l’ossatura della sezione intangibile del patrimonio geografico dell’Università e che il Museo è chiamato a valorizzare.

Il cofinanziamento dell’AIIG, che fu fondata a Padova nel 1954, va nella direzione di ridare visibilità, valore e accessibilità alla serie completa della rivista dell’associazione, pubblicata a partire dal 1955, che grazie al lascito di diversi docenti fa integralmente parte delle collezioni.

La ricerca, affidata a Chiara Gallanti, dottore di ricerca con una tesi dal titolo Le collezioni del Museo di Geografia dell’Università di Padova: radici storiche e processi costitutivi tra ricerca e didattica (1855-1948), trae inoltre forza e ispirazione dal focus sulla mobilità che contraddistingue l’intero lavoro del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA), Dipartimento di eccellenza selezionato dall’ANVUR con un progetto intitolato “Mobility and the Humanities”: quello della mobilità, infatti, si sta rivelando un paradigma efficace per comporre in un sistema coerente le diverse componenti del patrimonio museale.

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