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Musei e sostenibilità

Il Centro di Ateneo per i Musei UniPd per una ecologia culturale

 

Chiara Marin, Alessandra Angarano

La risoluzione On sustainability and the implementation of Agenda 2030, Transforming our World, approvata da ICOM durante la sua 25° Conferenza Generale (Kyoto 2019, 2-9 settembre), ha ribadito il ruolo che tutti i musei sono chiamati a svolgere per un futuro sostenibile attraverso programmi, partenariati e attività dedicate. Come evidenziato da Michela Rota nel recente Musei per la sostenibilità integrata (Bibliografica 2019), le istituzioni museali possono dare il proprio contributo allo sviluppo di un’ecologia culturale aderente ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, oltre che adottando pratiche di gestione delle risorse a minimo impatto ambientale, anche curando specifici programmi educativi e promuovendo attività e interventi, tesi a sensibilizzare la cittadinanza alle tematiche ambientali attraverso i potenti linguaggi dell’espressione artistica e della divulgazione scientifica.

 

In questa direzione si sta muovendo il CAM – Centro di Ateneo per i Musei dell’Università degli Studi di Padova - che in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 (22 settembre – 8 ottobre) ha proposto una serie di iniziative volte a promuovere un pensiero critico su temi centrali quali il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione delle diversità, e favorire l’adozione di comportamenti virtuosi nel nostro vissuto quotidiano.

«Partendo dal ricchissimo patrimonio storico-artistico, scientifico e naturalistico dell’Università di Padova, un ciclo di 13 conferenze ha declinato il tema della sostenibilità in chiave sia ambientale che sociale, dalla green economy alle rivendicazioni dei movimenti antirazzisti internazionali», spiega la Presidente del Centro, prof.ssa Giuliana Tomasella.

Dalla teoria alla pratica. Per rendere visibile e “concreta” la concatenazione degli obiettivi SDGs e ribadire il contributo che ciascuno è chiamato a dare nella costruzione di un mondo sostenibile, il CAM ha invitato l’artista Emmanuele Panzarini a dar vita a un’installazione artistica nel cuore dell’Università di Padova. Dal 22 settembre all’8 ottobre il Cortile Nuovo di Palazzo Bo si è così trasformato nel memoriale di Vaia, la terribile tempesta che nell’ottobre del 2018 ha abbattuto oltre 14 milioni di alberi sulle montagne del Nord-Est.

«L'installazione, dal titolo Sound-Scape, è un lavoro collaborativo», spiega Guido Bartorelli, professore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Padova, che ha personalmente scelto Panzarini per questa impresa. «Emmanuele ha utilizzato una fotografia aerea che proviene dall'Ersaf Lombardia, Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, e dall’agenzia di comunicazione Compagnia delle Foreste di una zona particolarmente devastata dalla tempesta Vaia nel 2018, che raffigura una foresta semi-abbattuta. Stendendo per terra questa gigantografia, Panzarini ha sfruttato lo spazio per creare un territorio virtuale in cui lo spettatore può entrare». Ed è a questo punto che diventa fondamentale l'interazione del pubblico. All'interno del territorio forestale virtuale Panzarini ha infatti distribuito con precisione geometrica delle casse di risonanza ricavate proprio dal legno degli alberi abbattuti dalla tempesta, create dal team di designer “Vaia”, che funzionano come dei megafoni nel momento in cui si inserisce al loro interno una sorgente sonora. «Connettendosi al sito che contiene i campionamenti dei suoni degli alberi, il visitatore sceglie una di queste musiche e la fa riprodurre al suo telefono, che inserisce poi dentro la cassa di legno. Ecco allora che il legno dell'albero diventa la cassa di risonanza della sua propria linfa, facendoci ascoltare la melodia della sua voce interiore».

Sound-scape è stata memoria mediatica del disastro e al tempo stesso simbolo del ruolo di ciascuno di noi nel cammino verso la sostenibilità. Con il loro canto le piante, quelle che non possono più aver voce e quelle che possiamo ancora salvare, ci dicono che c’è ancora molto da fare. E il CAM non si tirerà indietro.

 

 

Si ringraziano per la collaborazione

- il programmatore informatico Tiziano Franceschi e la musicologa Laura Silingardi (in memoria)

- la start up Vaia

- Ersaf Lombardia con l'agenzia di comunicazione Compagnia delle Foreste

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