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il Moog

Un pezzo della Collezione di Psicologia Generale e della Storia della Musica

di Massimo Grassi e Fanny Marcon

 

Tra il 1973 e il 1978 il prof. Giovanni Bruno Vicario (1932-2020), docente di psicologia generale all’Università di Padova, compra per l’allora Istituto di Psicologia due sintetizzatori Moog. Ideato nel 1964 dall’ingegnere americano Robert Moog (1934-2005), questo sintetizzatore fu il primo sintetizzatore commerciale ed ebbe un successo immediato anche nel mondo musicale, potendo essere suonato anche con una tastiera.
L’interesse del prof. Vicario per il sintetizzatore Moog nasceva dalla necessità di avere uno strumento che permettesse di sintetizzare suoni manipolabili in tutte le loro caratteristiche fisiche. Vicario si occupava infatti di psicologia della percezione, psicofisica e psicoacustica. In questo settore è fondamentale capire cosa percepiamo del mondo sonoro a partire da stimolazioni controllate delle quali si conosce ogni minimo dettaglio. Il sintetizzatore Moog permetteva di fare proprio questo: esso fu il primo oggetto in produzione a permettere di generare suoni di qualsivoglia frequenza, durata, intensità e così via. Inoltre, si poteva programmare, creando così degli stimoli controllati che potevano essere suonati in modo automatico, indipendentemente dall’esecutore.
Negli anni Settanta i sintetizzatori Moog sul territorio italiano erano pochissimi: si trattava di un oggetto costoso e di uso difficile. Per poter imparare ad utilizzarlo occorreva consultare persone che fossero in grado di utilizzare il sintetizzatore e ne conoscessero le caratteristiche di funzionamento. Tra le poche troviamo il Maestro Gian Felice Fugazza (1922-2007), docente di musica elettronica al Conservatorio G.B. Martini di Bologna e procuratore della ditta Monzino (che all’epoca distribuiva Moog per l’Italia). Nel 1974 Fugazza aveva pubblicato il volume “Il sintetizzatore”, per molto tempo unica pubblicazione in italiano sull'argomento. Dello stesso periodo è il disco “MegaMoog” (LP 33 giri – World WLP 102), uno dei primi lavori di Fugazza a conoscere una certa diffusione nel mondo della musica elettronica.
Sarà proprio il Maestro ad aiutare Vicario ad ottenere dal sintetizzatore gli stimoli che il docente necessitava per i suoi esperimenti. In uno scambio epistolare tra i due, Fugazza risponde a Vicario che teoricamente la durata minima di un suono ottenuta con quel modello di Moog è di circa 2 msec., ma che è verosimilmente molto difficile realizzarlo. Non c’erano invece problemi a ottenere eventi della durata di 8/10 msec. In allegato alla lettera troviamo il preventivo per l’acquisto del Moog e del sequencer Roland che avrebbe permesso di utilizzarlo come strumento per la sperimentazione. L’insieme dei pezzi sarebbe costato ben 19.059.648 lire, un’enormità per l’epoca (al giorno d’oggi sarebbero circa 65.000 euro).

Negli stessi anni un’altra persona intrattiene scambi con Fugazza per i medesimi motivi. È Claudio Simonetti dei Goblin, autore delle colonne sonore dei film di Dario Argento Profondo Rosso (1975) e Suspiria (1977). È proprio per la colonna sonora di Suspiria che Simonetti noleggia un Moog (come ci ha raccontato al telefono, era troppo costoso da acquistare e lo si noleggiava solo per il tempo necessario). Fugazza aiuta così i Goblin a ottenere tutti i suoni desiderati, affinché “il pubblico senta che le streghe sono ancora lì, anche se non sono effettivamente sullo schermo”.


Da ascoltare:
MegaMoog: https://music.youtube.com/watch?v=bY4Kti3SBBs&list=OLAK5uy_m_uwyzZ41IRvG...
Suspiria:
https://www.youtube.com/watch?v=wtXz3OlFwZA&list=PLD2FA56FDAD32BBDF

Alcuni musicisti che hanno usato il Moog:
John Cage, Beatles, Kraftwerk, Keith Emerson, Herb Deutsch, Yes, Tangerine Dream, Beastie Boys, Giorgio Moroder, Wendy Carlos, PFM

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