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Musei in Valigia va in carcere

al via da quest’anno laboratori interdisciplinari sul patrimonio culturale

 

 

Musei in Valigia è una iniziativa promossa dal Centro di Ateneo per i Musei, sperimentata per la prima volta in carcere a maggio 2023 in occasione dell’inaugurazione del 20° anno accademico in carcere, con l’obiettivo di promuovere una modalità di fruizione alternativa e più accessibile del patrimonio culturale.

Il progetto si è concentrato sulla ricerca di un modo nuovo per far conoscere le collezioni dell’Università, invertendo quindi la modalità di fruizione: per raggiungere quei pubblici che non possono recarsi al Museo, sono i beni stessi a mettersi in viaggio, andando incontro alle persone nei luoghi abitualmente frequentati. Dopo le esposizioni temporanee proposte nel 2023 e nel 2024 presso la Casa di Detenzione “Due Palazzi” di Padova, la nostra collaborazione con il progetto Università in Carcere si arricchisce quest’anno con una serie di attività laboratoriali, proposte alle persone detenute nel corso delle prossime settimane.

 

I nuovi laboratori


Il progetto, con destinatari i detenuti che aderiscono ai percorsi universitari in carcere, prevede quattro incontri laboratoriali, intesi a declinare il tema della sostenibilità e del rapporto dell’uomo con l’ambiente che ci circonda. Questo macro-argomento sarà sviluppato attraverso diversi focus, che mettono in dialogo interdisciplinare le collezioni universitarie, offrendo punti di vista originali e occasioni di riflessione capaci di accogliere il contributo di tutte le persone partecipanti.

Esposizione Musei in Valigia in Carcere 2024Si parte con un focus sul magnetismo e l’elettricità e il loro ruolo nello sviluppo delle società: oltre ad alcuni esemplari di un minerale dalle sorprendenti proprietà magnetiche, gli studenti potranno conoscere le dimostrazioni sperimentali che venivano proposte nei gabinetti di fisica del ‘700. Si procede quindi con una riflessione sul ruolo della narrazione mitologica come primissima forma di conoscenza e comprensione degli eventi e degli elementi naturali. La proposta parte dall’osservazione di alcuni campioni d’erbario per riconoscere le caratteristiche di fiori e piante, che sono stati all’origine dei miti classici raffigurati nelle collezioni archeologiche e storico-artistiche dell’Ateneo. Il terzo appuntamento invita i partecipanti a un “ritorno all’acqua”: si scopriranno alcuni gruppi di vertebrati terrestri che sono tornati al mare, riadattandosi all’ambiente acquatico, come i rettili marini del Mesozoico, un vero e proprio caleidoscopio di biodiversità, che risvegliarono la fantasia di poeti e scrittori come Jules Verne, James de Mille e Arthur Conan Doyle. Venendo al presente, sarà proposta l’osservazione dei cetartiodattili, il gruppo di mammiferi marini attualmente esistenti nel quale si evidenziano maggiormente gli adattamenti alla vita acquatica. L’ultimo incontro sarà dedicato all’Oceania, un continente la cui esistenza fino al 1500 era praticamente sconosciuta in Europa, ma che risulta abitato dalla nostra specie Homo sapiens già a partire da 50mila anni fa, ben prima che essa arrivasse nel Vecchio Continente. Si andranno ad indagare le storie delle genti, che per prime hanno abitato queste terre, e degli esploratori europei, che le hanno raggiunte in Tempi a noi più vicini. Storie che dal passato possono proiettare nel presente e nell’immediato futuro dell’epoca che stiamo vivendo: l’Antropocene.

 

Il coordinamento delle attività è gestito dalle referenti Elena Santi e Letizia Del Favero, con la collaborazione di Lorena Vida, Operatrice Volontaria del Servizio Civile Universale.


I musei coinvolti nelle attività laboratoriali sono:
Museo Botanico, Museo della Natura e dell’Uomo, Museo di Geografia, Museo di Medicina Veterinaria, Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Museo Giovanni Poleni di Storia della Fisica, Patrimonio Storico Artistico di Ateneo.

 

Il progetto si concluderà con una esposizione co-creata, frutto delle interpretazioni dei materiali che emergeranno dai diversi incontri: la mostra verrà allestita in occasione dell’inaugurazione del 22° anno accademico in carcere presso l’area didattica della casa circondariale. 

 

Testo a cura di Lorena Vida                                         

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