Museo di Anatomia Patologica

Anatomia Artistica

L’anatomia artistica, a rigore, è una disciplina a uso degli artisti figurativi, in quanto studia le proporzioni e i rapporti tra le varie parti del corpo umano, prendendone in esame sia la struttura esterna, sia la struttura interna, in vista d’una loro rappresentazione quanto più possibile realistica. È ben noto, per esempio, il ruolo che gli studi anatomici ebbero nelle straordinarie realizzazioni degli artisti rinascimentali come Leonardo e Michelangelo. Tuttavia, nel contesto delle collezioni mediche, anatomiche e anatomo-patologiche, il termine “anatomia artistica” ha un significato diverso. Con esso si vogliono indicare, infatti, due categorie di reperti anatomici. La prima riguarda preparati che sono stati realizzati combinando finalità medico-didattiche e finalità estetiche. Per quanto riguarda la collezione di anatomia artistica del Museo di Anatomia Patologica, questa categoria si applica a due preparati realizzati da Lodovico Brunetti e intitolati, rispettivamente, “Ippocrate e Morgagni” e “La suicida punita”. In essi è evidente il tentativo di creare, partendo da parti anatomiche umane, delle opere estetiche, assimilabili a sculture artistiche. La seconda categoria riguarda quei preparati la cui realizzazione ha richiesto l’intervento di quelle stesse abilità plastiche necessarie alla creazione di opere d’arte. Essa si riferisce, in particolare, alla ceroplastica anatomica. Per quanto riguarda la collezione del Museo, questa categoria si applica alle quattro cere sul tema del vaiolo, raffiguranti le manifestazioni cutanee della malattia nel cavallo, nella pecora, nella vacca e nell’uomo. Infine, si applica alla ricostruzione del volto di Giovanni Battista Morgagni. Il modello realizzato tramite stampa 3D, infatti, risultava in un volto privo di colori. Esso è stato successivamente dipinto da un’artista che ha conferito maggior realismo al volto dell’anatomista al quale il Museo stesso è intitolato.

 


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Le schede dei reperti