Museo di Anatomia Patologica

Le collezioni

 

La collezione del Museo di Anatomia Patologica in questi ultimi anni ha avuto un miglioramento qualitativo e quantitativo. Sono state sviluppate inoltre le potenzialità scientifiche del museo stesso, inteso non solo come luogo di conservazione, ma anche come luogo di vera e propria ricerca scientifica. I locali che ospitano i reperti sono stati rinnovati nel 2018 in modo da tutelare sia i reperti stessi che i visitatori.

Attualmente, l’intera collezione antica di 1307 elementi è aperta al pubblico e suddivisa per apparato di appartenenza.
All’interno di ogni apparato c’è un’ulteriore divisione a seconda della patologia.

Questa classificazione ha permesso di poter analizzare quali patologie sono rappresentate con più frequenza in certi apparati. Le patologie più frequenti tra i reperti del museo sono i tumori, sia benigni che maligni, e le infiammazioni, infettive e non. Ci sono anche parecchi casi di malformazione d’organo e disturbi circolatori.
I reperti sono conservati con tre metodiche: la tannizzazione, inventata da Lodovico Brunetti, la fissazione in liquido come formalina o alcool e infine la maggior parte dei reperti ossei sono a secco. Inoltre sono presenti anche dei preparati in cera e inclusioni in paraffina.

 

In questa sezione potete esplorare la collezione in dettaglio e le singole schede dei reperti conservati in Museo.

 

ATTENZIONE: trattandosi di reperti umani le immagini nelle prossime sezioni potrebbero urtare la vostra sensibilità

 

Questa la suddivisione della collezione:

 

Anatomia Artistica

Apparato Scheletrico

Apparato Tegumentario

Sistema Nervoso

Apparato Respiratorio

Apparato Cardiovascolare

Apparato Digerente

Fegato

Apparato Urinario

Apparato Genitale

Miscellanea

Teratologia